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  DIFFICOLTÀ EMOTIVE
 
  difficoltà emotive
Reazioni di ansia e paura sono molto comuni nei bambini e negli adolescenti. Si tratta di esperienze spesso transitorie nelle diverse fasi di sviluppo, ma talvolta possono evolvere in un vero e proprio disturbo psicologico. L’ingresso a scuola, l’integrazione con i coetanei, l’apprendimento di regole sociali, i cambiamenti del proprio corpo sono solo alcune delle sfide più importanti in cui il bambino e/o l’adolescente può incontrare difficoltà.
Molti bambini e adolescenti hanno difficoltà a gestire le proprie emozioni negative e le reazioni emotive più frequenti diventano modalità abituali di risposta, influenzando anche l’apprendimento e le relazioni interpersonali. Per questo motivo è importante insegnare ai bambini fin da piccoli a ridurre le emozioni negative, come la rabbia o la tristezza, e a incrementare l’intensità delle emozioni positive, che facilitano il superamento di situazioni difficili.
Insegnare ai bambini a modificare le proprie emozioni negative significa imparare a riconoscere e ad allontanare i pensieri disadattivi e irrazionali che procurano ansia, aggressività o in generale che fanno star male. Spesso i bambini hanno difficoltà a verbalizzare i propri bisogni ed è per questo motivo che è importante individuare il più precocemente possibile eventuali segni di disagio che frequentemente vengono espressi attraverso comportamenti più o meno visibili.
 
 

ALCUNE PROBLEMATICHE DELL'ETÀ EVOLUTIVA

 
  -LA GELOSIA

La gelosia è una manifestazione emotiva quasi inevitabile all’interno di una famiglia. Quasi tutti i bambini desiderano essere il figlio preferito dei genitori, essere considerati i più bravi ed essere i più amati dai familiari.
Nella maggior parte dei casi, la competizione tra fratelli è motivata dal voler ottenere amore, attenzione e approvazione dai genitori. La causa più comune di gelosia è la nascita di un fratellino. Il bambino più grande può sentirsi messo da parte e sostituito dal nuovo arrivato. E’ abituato ad avere mamma e papà solo per sé e si chiede perché, se i suoi genitori lo amavano così tanto, hanno voluto un altro bambino.
Le manifestazioni tipiche di gelosia sono varie, quali: atteggiamenti ostili verso il fratello, isolarsi, tenere il broncio, regredire in alcune acquisizioni già consolidate, come la pipì a letto o voler bere dal biberon o voler di nuovo dormire nel lettone, aggressività, espressioni di rancore. E’ importante per i genitori vedere il bambino che prova gelosia come un bambino che attraversa un momento triste e difficile della sua vita piuttosto che come un bambino che si comporta male di proposito. In questo particolare periodo il bambino ha bisogno di essere rassicurato, di sentirsi certo di poter contare sull’amore dei suoi genitori. Bisogna ricordarsi che un bambino piccolo non è ancora capace di gestire adeguatamente le sue emozioni, l’unico modo che conosce per esprimerle è quello di manifestarle proprio attraverso il comportamento.

 
  -LE PAURE INFANTILI

Le reazioni di paura sono condizioni emotive molto diffuse sia nei bambini che negli adolescenti. Durante la crescita, il pensiero del bambino diventa più strutturato  e complesso e questo comporta una maggiore capacita di anticipare conseguenze future. Le manifestazioni più frequenti di paura infantile possono riguardare il buio, dormire da soli o stare in una stanza  da soli, la separazione dalle figure genitoriali,  persone sconosciute, ladri.
L’ansia da separazione: si manifesta con ansia eccessiva manifestata dal bambino quando si deve separare da qualcuno della famiglia (di solito la figura materna). A volte il bambino che soffre di ansia da separazione evita di rimanere solo anche per pochi minuti o di stare da solo anche nella propria stanza. A volte si manifesta con intensa ansia ad andare a scuola, in quanto ciò comporta un distacco dalla madre o, più in generale, dalla figura primaria di attaccamento. Quando si trovano ad essere separati dalla figura di attaccamento possono manifestare sintomi fisici quali mal di testa, vomito, mal di pancia.

 
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LA VALUTAZIONE E L’INTERVENTO DELLE DIFFICOLTÀ EMOTIVE:

 
 
In una prima fase è importante avere una valutazione della problematica emotiva riferita dai genitori.
L'accertamento diagnostico prevede i seguenti momenti:
 
-colloquio coi genitori
 
-colloquio col bambino
 
-somministrazione di scale di valutazione o test
 
-automonitoraggio da parte del bambino delle proprie reazioni emotive e dei propri pensieri
 

Talvolta può essere sufficiente questa prima consulenza per chiarire ai genitori l’esordio e la motivazione di una difficoltà emotiva del figlio e per poter quindi affrontarla più serenamente. Infatti è da considerare che alcune manifestazioni emozionali e comportamentali possono essere transitorie e dipendenti dal contesto.
In altri casi, si propone ai genitori un percorso di intervento alternando momenti con il bambino, in cui il terapeuta insegna al piccolo paziente a riconoscere le proprie reazioni emotive, i pensieri che le causano e le modalità per affrontarle e gestirle; a momenti con i genitori di confronto sull’andamento dell’intervento terapeutico e di collaborazione con loro.
L’intervento psicologico in età evolutiva può essere indicato sia in presenza di difficoltà circoscritte,  a scopo di prevenzione e supporto, sia in caso di disturbo conclamato, sotto forma di psicoterapia. L’intervento di prevenzione e supporto può essere utile quando si verificano, ad esempio, delle esperienze di lutto, di separazione dei genitori e in generale di situazioni che hanno un forte impatto affettivo sul bambino.

 
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