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Psicologia e Apprendimento

Il blog di Centro Leonardo

Aiutare un bambino che convive con la dislessia

La dislessia consiste in una difficoltà nella decodifica del testo e dunque anche nell'apprendimento della lettura, la quale risulta essere inaccurata e poco fluente. Il problema centrale è comprendere come i suoni nelle parole siano rappresentati dalle lettere. I bambini con dislessia si trovano ad affrontare una lotta continua con la lettura, che può influenzarli dal punto di vista sociale, emotivo e comportamentale. Spesso infatti questo li può portare ad avere una bassa autostima, ad evadere dal punto di vista scolastico, per paura dei commenti e del giudizio dei compagni, ed accusare la forte fatica alla quale sono continuamente sottoposti. Molte volte, pur di evitare di leggere ad alta voce, i bambini dislessici sostengono di non conoscere la risposta alla domanda formulata dall'insegnante, che quindi, così come i genitori, può fraintenderli.
Potrebbe sembrare, infatti, che non si impegnino abbastanza o che non siano in grado di svolgere gli esercizi loro assegnati, quando in realtà le difficoltà ed gli ostacoli sono legati a questo disturbo. Quest'ultimo risulta essere strettamente correlato ad una bassa memoria di lavoro, ad una difficoltà nella comprensione del testo, nel ricordare i dettagli e decidere cosa farne (nella matematica i bambini dislessici, spesso, commettono errori semplici, quali scambiare numeri o mescolare le sequenze dei passaggi, seppur comprendendo bene i concetti), nel riconoscimento delle parole principali, nella scrittura, nella costruzione di un vocabolario proprio e nella consapevolezza fonologica. Risulta difficile anche imparare una lingua straniera, vista la presenza di suoni e regole di "spelling" diverse rispetto all'italiano.

Come aiutarli?
Grazie ad un buon approccio all'insegnamento, ad un comportamento adeguato dell'intera classe ed all'utilizzo di una serie di strategie e supporti, è possibile aiutare i bambini o ragazzi con dislessia a superare la loro sfida nella lettura e fare in modo che possano sentirsi a proprio agio, sia nella vita quotidiana che in quella scolastica:
- Innanzitutto è necessario avvisare la scuola del ragazzo circa la possibilità di utilizzare metodi strutturati e multisensoriali d'istruzione all'alfabetizzazione. Si tratta di un approccio all'insegnamento ideato in modo da coinvolgere la vista, l'udito, il movimento ed il tatto per legare i suoni alle lettere ed imparare come si pronunciano le parole scritte.
- È altrettanto importante individuare modi per mostrare agli alunni cosa sanno fare e cosa conoscono, ad esempio chiedere loro relazioni orali o progetti multimediali su argomenti discussi in classe, anziché compiti scritti, garantendo del tempo extra ed evitando la lettura ad alta voce del compito davanti alla classe.
- È necessario poi dare la possibilità a questi ragazzi di utilizzare strumenti tecnologici, quali audio-libri, "app" con testi parlati o ancora libri di testo digitali, in modo da aiutarli nella lettura e comprensione del materiale, tramite l'ascolto.
- È importante attingere agli interessi del bambino o ragazzo quando si tratta di lettura, e sapere che i fumetti, i libri di cucina, le pagine di sport e le riviste di moda sono buoni modi per invogliarlo alla lettura stessa.
- È necessario enfatizzare i punti di forza del bambino o ragazzo ed "utilizzare" gli sport, hobby ed altre attività per aiutarlo ad essere maggiormente motivato a stare in classe. Un altro modo per aiutarli a crescere la loro autostima è condividere le storie di successo di bambini o più generalmente persone con dislessia.
- Infine potrebbe essere utile aiutare questi bambini a creare auto-difese e a chiedere aiuto quando ne hanno bisogno, anziché chiudersi in se stessi, non provando neppure a superare questa sfida quotidiana.

 

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