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Psicologia e Apprendimento

Il blog di Centro Leonardo

Motivare i bambini plusdotati con scarso rendimento scolastico: consigli per i genitori

Essere un bambino plusdotato (gifted), ovvero avere un quoziente intellettivo sopra la norma, non è sempre sinonimo di un buon rendimento scolastico, anzi! Molto spesso questi bambini tendono a non raggiungere risultati sufficienti e questo deriva principalmente dalla loro demotivazione nei confronti della scuola. Normalmente infatti gli studenti tendono ad essere motivati a fare bene quando un compito risulta per loro significativo e credono di avere le competenze per svolgerlo. Purtroppo, però, molti studenti con plusdotazione non percepiscono la loro esperienza scolastica come significativa né come intellettualmente stimolante, perché spesso hanno già imparato e/o padroneggiano rapidamente ciò che viene insegnato in classe. La ripetizione solitamente annoia questi studenti e se la noia si ripete giornalmente, allora loro impareranno ad associarla alla scuola non riuscendo ad apprezzarla nemmeno quando si presentano effettivamente nuove esperienze di apprendimento. Altri studenti non sembrano interessanti agli argomenti presentati a scuola indipendentemente dal livello di sfida, perché hanno sviluppato una loro area di interesse ben definita che non trova riscontro in ciò che viene fatto a scuola. Altri ancora invece non sembrano interessati a nulla, sia perché le prime esperienze scolastiche non sono riuscite a suscitare in loro una certa curiosità, sia perché possono anche dubitare delle loro capacità di fare bene e quindi preferiscono non fare.

Tutti questi fattori contribuiscono quindi a portare alcuni bambini plusdotati ad avere uno scarso rendimento scolastico, risultando sempre di più un fattore di preoccupazione per i genitori. Del Siegle, professore associato di psicologia educativa presso l'Università del Connecticut e presidente dell'Associazione Nazionale per i bambini plusdotati, propone delle strategie genitoriali che possono aiutare i propri figli ad apprezzare la scuola e dargli maggiormente significato, aumentando motivazione e autodeterminazione:

  • Aiutare i propri figli a sviluppare curiosità per il mondo circostante, mostrando curiosità a propria volta. È importante dimostrare ai bambini che la curiosità si trasforma in azione: una domanda su un argomento di scienze, per esempio, potrebbe portare a dover cercare la risposta su internet o su un'enciclopedia;
  • Coltivare la curiosità e incentivare l'amore per l'apprendimento dei propri figli attraverso esperienze al di fuori della scuola che possano aiutarli a esplorare i propri interessi;
  • Apprezzare la scuola a loro volta per far sì che anche i propri figli possano apprezzarla, mostrando loro quanto le esperienze scolastiche siano importanti nel presente e quanto potranno essere utili in futuro;
  • Monitorare i compiti dei propri figli: questo può contribuire a inviare loro il messaggio che i propri genitori apprezzano ciò che fanno a scuola;
  • Lavorare insieme alla scuola, in un'ottica di rete, condividendo con essa gli interessi dei propri figli, cercando inoltre di svilupparli in veri e propri progetti scolastici;
  • Aiutarli a capire che le situazioni difficili sono opportunità per acquisire o migliorare delle capacità e che incontrare ogni tanto delle difficoltà non significa affatto non essere intelligenti;
  • Aiutare i propri figli a riconoscere e dare significato allo sforzo fatto per raggiungere un determinato obiettivo, complimentandosi con loro con esempi specifici: non dire semplicemente "ben fatto" ma piuttosto "il tuo studio ha dato i suoi frutti, ora conosci davvero questo argomento! Bravo!";
  • Discutere e riflettere sulle relazioni causa-effetto coi propri figli, per capire se per raggiungere un determinato successo ci sia qualcosa da modificare nell'ambiente o viceversa siano loro a doversi adattare all'ambiente trovando strategie per risolvere la situazione. Commenti come "il mio insegnante mi odia" o "questo compito è troppo difficile non so farlo" sono indicativi del fatto che gli studenti vedono il loro ambiente come non supportante. È importante che i genitori, la scuola e gli studenti lavorino insieme per cercare di capire dove è situato il problema e come poter fare per risolverlo.

Un problema che si verifica spesso nella percezione di sé di questi studenti è che pensano che le proprie capacità non siano acquisite, bensì innate, soprattutto se non è stato discusso con loro riguardo la plusdotazione che li caratterizza; questo li porta a non tentare compiti impegnativi. I genitori dovrebbero quindi parlare coi propri figli della loro particolarità, aiutandoli a riconoscere che le loro capacità sono comunque in continua evoluzione e che sono sostenuti sia a casa che a scuola in questo. Potrebbe essere interessante per i genitori filmare i propri figli di tanto in tanto, documentando la loro crescita sia nei compiti scolastici che nella quotidianità, condividendo i video con loro in un secondo momento: saranno sicuramente sorpresi di vedere quanti progressi hanno fatto! È importante anche che i genitori condividano con i figli le proprie esperienze lavorative, sottolineando come gli sforzi da loro fatti portino a benefici, nonostante gli inevitabili aspetti negativi del mondo del lavoro. In questo modo gli studenti plusdotati (e anche tutti gli altri) possono aumentare la fiducia in loro stessi e imparare a credere nel fatto che i loro sforzi, anche se momentaneamente possono non portano i frutti sperati, alla fine verranno ripagati! Se i bambini capiscono che chi li circonda li sostiene in ciò che fanno, avranno una migliore percezione di sé e questo inevitabilmente ricadrà anche positivamente nel loro rendimento scolastico…provare per credere.

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